La beauty routine nell'antica Roma

La beauty routine nell'antica Roma

E' per me incredibilmente interessante leggere, ricercare e spulciare la storia della cosmesi, capire come sono cambiati i gusti e le routine in fatto di bellezza nelle varie epoche, e poter condividere le informazioni e le curiosità attraverso questo blog.

A Roma per esempio in epoca monarchica e repubblicana i costumi erano piuttosto severi, uomini e donne dovevano dimostrare la pudicizia e la serietà anche dando di sé un'immagine semplice e a tratti austera.

Tutto cambiò in età imperiale, quando le donne romane videro i meravigliosi capelli biondi delle prigioniere portate dalla Gallia e trasformarono il loro look radicalmente. Essere bionde divenne sinonimo di grande fascino...gli uomini preferiscono le bionde non è un cliché degli anni '50 del secolo scorso come si può desumere... inoltre l'uso di cosmetici e di trucco, sebbene ufficialmente malvisto, dimostrava l' appartenenza ai ceti sociali più elevati, dal momento che occorreva un grande dispendio di denaro e di energie per la laboriosa beauty routine dell'epoca, un vero e proprio tour de force!

Le matrone potevano disporre di numerose schiave addette al trucco e parrucco: si partiva da lunghi bagni in cui si utilizzavano, se non il prezioso latte d'asina reso famoso da Poppea, creta finissima o farina di fave per esfoliare la pelle , si proseguiva con la depilazione effettuata con pasta di resina o pietra pomice, e poi il make up, preparato fresco da schiave specializzate, dette cosmetae. Le sopracciglia venivano scurite e allungate con l'aiuto di un bastoncino sottile su cui veniva posto del carbone o mina di piombo, gli occhi contornati con un composto fatto di formiche abbrustolite, la pelle del viso doveva essere bianca, per cui veniva colorata con un composto di argilla e biacca. Per la bocca si usava il minio, e si producevano veri e propri rossetti.

 Un particolare interessante sono i “principi attivi” dei cosmetici di età imperiale: venivano usate api affogate nel miele, formiche, grasso di cigno e di pecora, midollo di cervo e capriolo, lumache essiccate e persino testicoli di toro!

Per schiarire i capelli poi si andava dalla polvere d'oro sparsa sulle chiome a tinture a base di zafferano, fiori e acqua di potassio, sostanza estremamente abrasiva; un'altra modalità era quella dell'uso di parrucche di capelli chiari tagliati agli schiavi della Gallia, o del ricorso all' infoltimento con ciocche di capelli indiani (scuri) o germanici (biondi e rossi) anche di colore diverso rispetto a quello naturale... le prime mechès!

E gli uomini? Dal II sec. AC divenne una moda farsi la barba, grazie al noto influencer e trend setter Scipione l'Africano, e così nacquero i barbieri, i quali però venivano molto spesso denunciati dai clienti per le ferite che arrecavano con i loro rudimentali strumenti... ma del resto... per apparire bisogna soffrire!


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